POTENZIAMENTO: cos’è?

Per potenziamento si intende l’insieme di attività che permettono di migliorare le proprie abilità o acquisirne di nuove.

Così come attraverso il potenziamento muscolare possiamo rafforzare i muscoli del nostro corpo e migliorare il nostro rendimento fisico, attraverso quello cognitivo sono le facoltà cognitive ad essere incrementate.

Il potenziamento è possibile perchè il nostro cervello è in grado di subire modificazioni. Questa plasticità è una costante nell’intero arco di vita anche se è maggiormente accentuata durante il periodo evolutivo.

Non esiste un momento ideale per iniziare il potenziamento perchè se è vero che un intervento precoce è associato a una maggiore plasticità, è anche vero che con l’avanzare dell’età si acquisiscono una serie di competenze che supportano il processo (capacità di organizzazione, possibilità di attingere dall’esperienza, ecc).

A prescindere dall’età di inizio dell’intervento, è sempre importante rinforzare e automatizzare per prima cosa le abilità di base per poter passare, in un secondo momento, allo svolgimento di abilità più complesse.
Questo è quello che avviene nello specifico in programmi di potenziamento per DSA, nei quali tra le difficoltà principali c’è proprio l’automatizzazione dei processi base dell’apprendimento.
È importante procedere per livelli anche in caso di disturbo dell’attenzione (ADHD), in quanto l’attenzione è un processo basilare per l’acquisizione di ogni tipo di apprendimento.

Il grado di successo raggiungibile è dipendente da variabili emotive e metodologiche. A livello emotivo, ad esempio, un ruolo molto importante è svolto dalla motivazione che da la possibilità di spendere le giuste energie nello svolgimento di un compito. È quindi importante impostare i programmi di potenziamento sfruttando a pieno gli interessi.

Dal punto di vista metodologico, invece, è importante scegliere gli strumenti più adatti all’obiettivo che ci si è dati e utilizzarli in modo sistematico, diminuendo progressivamente gli aiuti e rinforzando positivamente i traguardi raggiunti dal bambino.

Pertanto, sapere che ad Andrea piace l’archeologia, a Giuseppe il calcio e che Nicola vorrebbe diventare un grande poliziotto ci ha permesso di creare attività nelle quali inserire esercizi di potenziamento del livello adeguato che li coinvolgessero sfruttando la dimensione del gioco.

Presso il nostro studio si propongono percorsi individualizzati. Contattaci per ulteriori informazioni

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