Halloween: la notte della paura

È arrivata la notte dell’anno in cui, da qualche tempo anche in Europa e in Italia, spopolano tra le strade maschere mostruose e spaventose minuziosamente preparate ed indossate da grandi e piccini: la notte di Halloween!

Indossare una maschera è un gesto dalla valenza psicologica molto forte, per qualche ora si smette di essere sé stessi e si indossano i panni di qualcun altro: qualcuno che ci piacerebbe essere; qualcuno con delle caratteristiche o capacità che invidiamo; qualcuno che, all’opposto ci sta poco simpatico e vogliamo in qualche modo sbeffeggiare; qualcuno che ci fa sentire più forti o a nostro agio.

La scelta della maschera o del vestito da indossare è un forte indicatore della personalità di ognuno, di ciò che quella notte quella persona ha deciso di mostrare.

Gratton ha descritto il rituale dell’indossare una maschera come un modo che ognuno di noi ha per fuggire dallo stress della propria quotidianità e delle proprie responsabilità. In fondo, prima che halloween spopolasse, ricorrevamo già alle maschere durante il Carnevale!

Ragni, serpenti e pipistrelli: perchè sono loro i simboli di Halloween?

Le maschere e i simboli tradizionali della festa di Halloween hanno inoltre il compito di riconnetterci alla parte più arcaica del nostro sistema nervoso. Sono maschere spaventose perché rappresentano esseri potenzialmente minacciosi (zombie, lupi mannari, clown assassini); sono simboli tradizionalmente collegati alle fobie più diffuse tra l’uomo (ragni, pipistrelli,serpenti).

Queste paure sono state, in passato, fondamentali per la sopravvivenza della specie umana. Durante la preistoria il pericolo di attacchi e minacce erano reali. Con il tempo e l’evoluzione sono cambiati anche i pericoli a cui l’uomo è esposto: al giorno d’oggi è più probabile rischiare la vita in un incidente stradale che per il morso di un ragno estremamente velenoso.

Tuttavia restano ancorate a noi le paure legate alla nostra storia evolutiva ed Halloween ci permette di collegarci in modo positivo a queste emozioni arcaiche. Mascherarsi e vivere la notte delle streghe aiuta quindi l’adulto a riconnettersi in modo positivo e costruttivo con emozioni generalmente considerate negative; e porta i più piccoli a sperimentare e imparare a gestire queste emozioni “negative” attraverso il gioco e la finzione; permettendo loro di costruirsi un bagaglio da sfruttare poi nella quotidianità.

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