Bulli e schermi: il cyberbullismo

Bulli e schermi: il cyberbullismo

Cos’è il Cyberbullismo?

Il cyberbullismo è una forma di bullismo che si differenzia dal “bullismo classico face to face, perché  avviene a distanza e dietro uno schermo

Il fenomeno del  cyberbullismo è in continua crescita probabilmente a causa della massiccia diffusione della tecnologia. Con la diffusione della tecnologia aumenta anche la visibilità dell’atto di bullismo che può essere visibile a molte più persone.

Le denigrazioni possono avvenire tramite diffusione di video, tramite insulti e/o minacce diffuse sui social network, e-mail o semplici messaggi.

Le conseguenze non sono da sminuire perché non verificabili fisicamente. Nei casi più estremi, (riportati anche da fatti di cronaca, ) la vittima  può essere spinta al suicidio.

Non sempre le vittime  giungono ad atti estremi, ma  è importante sottolineare come il cyberbullismo sia una realtà assolutamente da non sottovalutare che può avere ricadute psicologicamente importanti.

Come riconoscere il cyberbullismo ?

È importante saper riconoscere i segnali che possono indicare la presenza di atti di Cyberbullismo.

Maura Manca (psicoterapeuta
specializzata in problematiche dell’età evolutiva) fornisce dei segnali indicatori:

  • La vittima sembra più schiva, tendente all’isolamento e chiede spesso di restare a casa piuttosto che andare a scuola;
  • L’atteggiamento nei confronti della tecnologia risulta cambiato;
  • Cambia umore in seguito alle notifiche ricevute sul telefono.

Ovviamente questi segnali possono essere indicatori di altre forme di disagio, ma è opportuno comunque verificare.

Cosa fare?

Le vittime di cyberbullismo tendenzialmente nascondono ai propri genitori le loro difficoltà. Se un genitore sospetta che il figlio sia una vittima  dovrebbe provare a parlare con lui invitandolo ad aprirsi e assicurandogli pieno sostegno; senza accusarlo e/o colpevolizzarlo per il suo uso (più o meno moderato) dei social network o delle nuove tecnologie.

La colpevolizzazione potrebbe, infatti, portare il ragazzo a sentirsi responsabile di ciò che gli sta accadendo, sminuendo il suo ruolo di vittima e non sentendo la necessità di chiedere aiuto. È fondamentale, invece che possa sentire di potersi fidare del genitore senza sentirsi giudicato.

Lascia un commento